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Ciclismo e coronavirus. La bici come antidoto al contagio

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Ciclismo e coronavirus, la bicicletta per combattere la pandemia. I governi di tutto il mondo sono impegnati a predisporre sempre più misure per fermare o rallentare la diffusione del coronavirus. Uno dei nodi principali è quello degli spostamenti: bisogna limitare i viaggi alle questioni essenziali, ripetono le autorità, per ridurre i rischi di contagio. Ma tra tutte queste misure e restrizioni, c’è ancora posto per la bicicletta? Sembra di si.

Le iniziative delle città che promuovono l’uso della bici stanno spuntando ovunque nel mondo. E sembra che sia solo l’inizio.

A fine marzo, nel Regno Unito, un gruppo di sedici accademici autorevoli ha chiesto al governo, in una lettera aperta, di “consentire passeggiate e ciclismo durante la pandemia”. Come riportano gli scienziati nella lettera, i benefici del ciclismo sono evidenti: aiuta a mantenere le distanze sociali, evitare i contatti, contribuisce alla salute fisica e mentale. Nel frattempo, molti sindaci e amministrazioni locali si sono convinti di questi benefici e stanno facendo il necessario per rendere le città sempre più bike friendly. E anche le scelte di molte persone cominciano a orientarsi in questa direzione.

Ciclismo e coronavirus, l’attivismo della società

I pendolari cominciano a preferire gli spostamenti con le due ruote anzichè con i mezzi pubblici. A Parigi, “anche se gli autobus sono meno affollati del solito, è ancora il modo migliore per mantenere le distanze”, ha detto un pendolare parigino a Le Parisien. La stessa osservazione in Germania, in una dichiarazione congiunta, Zweirad-Industrie-Verband (ZIV) e la cooperativa di concessionari Zweirad-Einkaufs-Genossenschaft eG (ZEG) hanno sostenuto che “milioni di persone seguiranno i consigli del Ministro della Salute e useranno le loro biciclette invece di autobus e treni. La bicicletta sarà il mezzo di trasporto più importante accanto all’auto nelle prossime settimane, poiché è a prova di infezione e può essere utilizzata da tutti.” Il Ministro  Jens Spahn, ha raccomandato infatti  a tutti i lavoratori di muoversi il più possibile a piedi o in bicicletta, sia per mantenersi in movimento e quindi in salute, sia per non affollare il trasporto pubblico.

 Il boom del bike sharing

I viaggi con la City Bike di New York, il servizio di bike sharing della metropoli americana, sono cresciuti fino a oltre mezzo milione a febbraio, mentre nei primi giorni di marzo c’è stato un aumento della domanda del 67%. A Chicago, invece, l’uso del servizio è raddoppiato rispetto agli stessi mesi dell’anno scorso. Berlino ha deciso di mettere a disposizione le proprie bici gratuitamente per 30 minuti al giorno, mentre a Lisbona il servizio di bike sharing è free per facilitare i servizi di consegna di cibo e medicine. A New York, Londra e Glasgow, gli operatori stanno lasciando libero accesso alle flotte ai lavoratori essenziali, e lo stesso vale per Bogotà, con il suo parco di 400 biciclette elettriche. Un boom del bike sharing che si accompagna all’impegno, da parte degli operatori, a garantire il rispetto di rigorosi protocolli igenici.

Aumentano le piste ciclabili

Molte città stanno costruendo nuove piste ciclabili temporanee per far fronte all’emergenza sanitaria.

L’amministrazione di New York ha dichiarato che presto  alcune corsie di circolazione automobilistiche saranno sostituite con piste ciclabili temporanee e che alcune aree pedonali saranno trasformate in parcheggi per bici. Berlino lo ha già fatto sulle strade principali dei pendolari e un progetto pilota avviato il 30 marzo lavora sull’implementazione di nuove strutture per il traffico di biciclette in altre aree. A Bogotà, sono centinaia le corsie automobilistiche che sono state temporaneamente sostituite da piste ciclabili, ampliando i 550 km delle infrastrutture per biciclette esistenti inizialemente di 76 km, per poi aumentarle ulteriormente di 117 km. Città del Messico potrebbe seguire la stessa iniziativa, arrivando a quadruplicare le sue piste ciclabili.

Ma le iniziative che sranno sorgendo sono svariate, ed alcune davvero molto originali: A Washington è nato il portale BikeMatchDC, inaugurato con l’obiettivo di matchare – termine usato nelle app di incontri,lettralmente, far incontrare – domanda e offerta di biciclette in ottica solidale. Una volta trovata la coppia giusta, scatta la donazione.