Home mobilità ambiente Come diminuire le emissioni dei trasporti? In bici, a piedi o con...

Come diminuire le emissioni dei trasporti? In bici, a piedi o con i mezzi pubblici

792
Bici, piedi, mezzi pubblici. Il mix per ridurre le emissioni dei trasporti
Bici, piedi, trasporto pubblico. Il mix per una mobilità sostenibile.

Per raggiungere la neutralità climatica occorre abbattere le emissioni dei trasporti del 90% entro il 2050, secondo i piani della Commissione europea. Ma l’obiettivo è molto ambizioso e difficilmente raggiungibile, visto che l‘aumento dei gas serra del settore mobilità e trasporti prosegue senza sosta dal 2014: secondo le stime, nel 2018 è del 29% superiore rispetto ai livelli del 1990.

Il passaggio alla mobilità a piedi, in bicicletta e ai trasporti pubblici sarà cruciale se l’Europa vuole raggiungere i suoi obiettivi di sostenibilità a lungo termine. Quelli auspicati dal Green Deal europeo proposto dalla Commissione europea nel dicembre 2019. A sostenerlo è l’Agenzia europea per l’ambiente (Eea) nel suo ultimo report “The first and last mile — the key to sustainable urban transport. Transport and environment report 2019“.

Il rapposto mostra come le opzioni sostenibili per il trasporto a breve distanza potranno trasformare i sistemi di mobilità nelle città. Prefigurando tra l’altro servizi di trasporto urbano e di consegna merci innovativi, come l’uso di droni di consegna, per rendere la mobilità urbana più sostenibile.

Emissioni dei trasporti, il peso dei viaggi brevi

Autobus, treni e metropolitana coprono spesso la parte principale dei viaggi da e verso il lavoro o la scuola. Ma parte del percorso, per raggiungere la stazione o la fermata più vicina, deve essere coperta a piedi, in bici, macchina o con un altro mezzo. Alle amministrazioni locali spetta il compito di facilitare l’accesso ai sistemi di trasporto pubblico creando collegamenti e reti tra i vari mezzi di trasporto pubblico. Devono inoltre rendere più piacevole la camminata e la pedalata da e verso le fermate dell’autobus o del treno. In questo modo sarà più facile ridurre l’uso dell’auto, la congestione del traffico, le emissioni; di migliorare la qualità dell’aria.

Inoltre, continuano i ricercatori dell’ Eea, le app di digitalizzazione della mobilità possono migliorare molto il sistema di mobilità urbana, ma non possono compensare la cattiva gestione del sistema di trasporto pubblico locale.

I benefici e i rischi delle app per la mobilità

Piattaforme di condivisione dei veicoli basati su app possono anche avere benefici: tuttavia, sostiene il report, il loro impatto non è sempre positivo. Soprattutto i sistemi di condivisione di scooter elettrici sembrano attrarre utenti che altrimenti avrebbero camminato o utilizzato il trasporto pubblico. Mentre l’uso di e-scooter condivisi genera pochi impatti ambientali diretti, le loro credenziali ecologiche possono essere messe in discussione dalle conseguenze negative associate ai loro materiali, alla loro produzione e alla loro frequente raccolta a fini di ricarica. Allo stesso modo, gli studi dimostrano che le app come Hber o Lyft fanno poco per ridurre le emissioni o la congestione: in realtà allontanano le persone dai trasporti pubblici.

Emissioni dei trasporti, un po’ di dati

L’Eea ha presentato anche il briefing “Transport: increasing oil consumption and greenhouse gas emissions hamper EU” dal quale emerge che l’aumento delle emissioni dei trasporti ostacola i progressi dell’Ue verso gli obiettivi ambientali e climatici.

In primis ad aumentare ogni anno sono le emissioni del settore aereo (+3% ogni anno dal 2013). Nel 2018 sono cresciute anche le emissioni medie di CO2 delle nuove autovetture per il secondo anno consecutivo, una tendenza che riguarda anche il settore dei furgoni. Nel frattempo, nonostante le auto a benzina stiano sorpassando quelle diesel, il consumo totale di gasolio continua ad aumentare, mentre la quota di energia rinnovabile utilizzata per i trasporti nell’UE è passata dal 7,4% nel 2017 all’8,1% nel 2018: una percentuale ben al di sotto dell’obiettivo dell’UE del 10% fissato per il 2020. A margine, il documento fa notare che oltre il 27% dei cittadini europei è esposto a livelli di rumore legato a trasporti e traffico pari o superiori a 55 dB.

La neutralità climatica del settore trasporti è ancora un miraggio per l’UE, visto il continuo aumento delle emissioni dovuto all’affidamento del settore ai combustibili fossili. Senza contare l’inquinamento da particolato e biossido di azoto prodotti dai mezzi di trasporto fossili.