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New York, ecco la legge modello che tutela gli 80mila rider della città

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New York è la prima città statunitense a dotarsi di una normativa che tutela i rider per porre un freno alla guerra tra poveri a cui spesso assistiamo nel settore della food delivery. Tra sfruttamento, mancanza di assicurazioni e consegne richieste in qualsiasi condizione meteo, la città governata da Bill de Blasio si è esposta, facendo approvare un pacchetto di leggi che potrebbero fare da apripista a livello globale. Quali sono le novità più importanti? Anzitutto si stabilisce un salario minimo per i ciclofattorini; viene poi garantito un limite chilometrico massimo da coprire per effettuare le consegne; e, aspetto a quanto pare finora non affatto scontato, New York riconosce il diritto dei rider a utilizzare i bagni dei ristoranti da cui prendono in consegna i piatti.

Sono 80mila i rider che lavorano nella Grande Mela per varie app come Uber Eats e Grubhub. A spingere per l’approvazione delle nuove norme è stato il sindacato Los Deliveristas Unidos, che raggruppa soprattutto ciclofattorini immigrati come si legge sulla stampa USA. Dal New York Times apprendiamo inoltre che durante l’emergenza causata dall’Uragano Ida nelle scorse settimane, i rider hanno comunque continuato a lavorare spostandosi in strade allagate, con l’acqua che arrivava oltre alle ginocchia (un video su Twitter rende l’idea).

Secondo la nuova normativa, inoltre, i lavoratori della food delivery potranno tenere per sè le mance eventuali. L’aspetto economico è, ovviamente, il più sentito. Il sindacato sopracitato ha infatti condotto un’indagine sui rider a New York: è emerso che la paga media è di poco superiore ai 12 dollari orari e, dunque, al di sotto del salario minimo cittadino di 15 dollari che la nuova legge estende anche ai rider. Ma c’è anche la questione sicurezza: il 49% degli intervistati ha avuto un incidente stradale mentre stava lavorando, e il 75% ha dichiarato di essersi pagato da solo le cure mediche.

Anche su BC ci stiamo occupando da tempo della condizione dei rider in Italia. A Milano, la capitale della food delivery, esiste un problema legato alla scarsa conoscenza della lingua e dei propri diritti come era emerso in una ricerca condotta dall’Università degli Studi di Milano. Tornando però a New York, il passo avanti legislativo dovrà ora essere recepito dalle società interessate. E bisognerà vigilare affinché tutte le novità vengano fatte rispettare.