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Rosari: ecco quello del ciclista, che celebra il Giro d’Italia (e non si bacia)

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Insieme al rosario una breve lettura: "La preghiera costa fatica, come una scalata"

Religione e due ruote pedalano alla grande dai tempi di Don Camillo. Ma in tempi in cui, come in questi giorni, i simboli sacri vengono piegati a strumento della politica, c’era proprio bisogno di un ritorno alle origini. Il rosario del ciclista snocciola, al posto dei grani, la catena di una bicicletta ed è stato prodotto in mille esemplari per celebrare la partenza da Bologna del 102esimo Giro d’Italia. L’idea e realizzazione sono state dell’Ufficio sport della diocesi.

Il rosario del ciclista è tenuto insieme da una medaglia che richiama il profilo della Basilica di San Luca di Bologna, l’arrivo della prima tappa della corsa rosa. Come ha raccontato all’Avvenire don Massimo Vacchetti l’ispirazione è arrivata da un ciclista di Faenza che anni fa gli aveva consegnato alcuni rosari fatti con la catena della bicicletta.

Faustino Coppi, il figlio del Campionissimo, ha ricevuto in dono il rosario del ciclista, mentre gli altri serviranno a finanziare proprio il Santuario bolognese. Insieme all’oggetto di culto la diocesi di Bologna ha voluto lasciare nella scatola anche un breve messaggio scritto per ricordare il legame tra sacro e bicicletta: «Il rosario è una preghiera, e la preghiera costa fatica. È un po’ come una scalata».