Home mobilità ambiente Strade scolastiche. Dopo la tragedia di L’Aquila un appello per renderle obbligatorie

Strade scolastiche. Dopo la tragedia di L’Aquila un appello per renderle obbligatorie

767
Strade scolastiche. Previste dal Codice della Strada, ma ancora troppo poche nel nostro Paese.

Un’auto parcheggiata in modo improprio fuori da una scuola materna, un freno a mano non correttamente inserito, una recinzione divelta. Un bambino ucciso, cinque feriti. La tragedia che si è consumata a L’Aquila la settimana scorsa ha riportato sotto i riflettori la quotidiana pericolosità delle strade italiane anche per i più piccoli (una vittima ogni 12 giorni); e ripropone con urgenza il tema della messa in sicurezza delle vie e delle piazze che attorniano le scuole.

Le zone scolastiche sono state introdotte nel 2020 anche nel Codice della Strada, ma sono rimaste in Italia lettera morta, fatte salve pochissime eccezioni. Parliamo di un’area in prossimità delle scuole in cui viene garantita (articolo 3, comma 58-bis del Codice) una “particolare protezione dei pedoni e dell’ambiente”. Si contano sulle dita delle mani i comuni che l’hanno adottata nel nostro Paese: briciole, a confronto con l’Europa, dove sono centinaia le strade scolastiche già realizzate in metropoli quali Londra, Parigi, Barcellona.

A mettere il dito nella piaga, e a chiedere a gran voce l’attuazione delle strade scolastiche, arriva un appello lanciato da un coordinamento di associazioni e movimenti ambientalisti che si battono per promuovere una mobilità attiva e sostenibile. A fianco di Fiab ci sono tra le tante le firme di Legambiente, Kyoto Club, Salvaiciclisti, Genitori antismog. Qui il testo integrale dell’appello. I promotori mettono in evidenza l’inerzia dei Comuni nell’istituirle: per dar vita a una strada scolastica è sufficiente – ricordano – che il sindaco emetta un provvedimento limitativo della circolazione o della sosta di tutte o di alcune categorie di veicoli.

Le associazioni ambientaliste alzano il tiro. Da un lato chiedono ai sindaci di colmare il ritardo accumulato in questi due anni (bastano, si fa notare, un’ordinanza, un cartello e una transenna). Dall’altro chiedono che che sia il Parlamento a rendere obbligatoria l’istituzione delle zone scolastiche davanti a ogni istituto, quantomeno con chiusura al traffico e alla sosta delle macchine negli orari di entrata e uscita degli alunni.