Home mobilità Una ciclofficina per i rider: a Torino l’esperimento della CGIL

Una ciclofficina per i rider: a Torino l’esperimento della CGIL

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Una risposta mutualistica a un lavoro ancora molto frammentato, dove c’è sia lo studente che guadagna qualche soldino, sia l’immigrato alla sua prima esperienza lavorativa. La CGIL di Torino ha appena inaugurato la Ciclofucina dei rider, uno spazio aperto due pomeriggi a settimana vicino alla Camera del Lavoro (in via Pedrotti 5), dove i corrieri potranno farsi riparare e riparare da sé la bicicletta prima che “scatti” il turno delle consegne serali. «Le multinazionali del food delivery non coprono i costi della manutenzione – spiega Lucia Santangelo, membro della segreteria cittadina del sindacato – così abbiamo pensato che un luogo di incontro come una ciclofficina potesse essere utile a lavoratori che comunque chiedono tutele e diritti».rider

Un collettivo di rider

A Torino il progetto della ciclofficina vuole favorire il dialogo e l’incontro tra il sindacato e i mestieri della cosiddetta GIG economy (riassumibile con l’eloquente termine lavoretti). «In CGIL i rider rientrano nella categoria dei NIDIL, le nuove identità di lavoro. È capitato che alcuni corrieri del food delivery si rivolgessero a noi, un po’ alla spicciolata, per sapere come funziona il loro contratto, per approfondire il tema dei diritti e delle tutele. Per noi è un punto di inizio: vogliamo che si formi un collettivo di rider». rider

Come ci ha raccontato Lucia Santangelo, «a Torino c’è una forte etnicizzazione del servizio, soprattutto tra i rider che lavorano per Glovo». Una situazione non diversa da quella di Milano, dove una recente ricerca ha fotografato la condizione di un popolo in sella precario e ancora senza tutele, per il quale le difficoltà non sono solo la scarsa conoscenza dei contratti di lavoro, ma anche la lingua, che non tutti conoscono.rider

Per iniziare a coinvolgere i primi rider la CGIL ha incontrato anche il mondo delle associazioni culturali straniere presenti a Torino. «Per i rider chiediamo le stesse cose che rivendichiamo per tutti gli altri lavoratori precari, ovvero le stesse tutele dei lavoratori subordinati». Ai corrieri che vorranno usufruire degli spazi e dei servizi della Ciclofucina, la CGIL chiederà di iscriversi al sindacato.