Home mobilità città A Genova porto proibito alle biciclette. Fioccano multe da 102 euro

A Genova porto proibito alle biciclette. Fioccano multe da 102 euro

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Genova

O le bici si portano a mano, oppure scatta la sanzione: 102 euro. Stesso discorso per i monopattini. Ha fatto notizia la pioggia di multe nel porto di Genova. Qui, da settimane, portuali e personale di bordo di yacht e navi che arrivano al lavoro in bicicletta vengono fatti scendere di sella e sanzionati. Come si legge sul Secolo XIX la Capitaneria di porto starebbe semplicemente facendo rispettare un’ordinanza del 1999 del Codice di Navigazione, dove in realtà non verrebbe espressamente vietato il passaggio di due ruote nella zona industriale del porto. L’associazione genovese di Fiab ha subito preso le difese di chi pratica il bike to work.

Come ci ha spiegato Romolo Solari, presidente dell’associazione locale della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, «siamo riusciti a procurarci l’ordinanza 108/99 e abbiamo visto che dai varchi delle riparazioni navali, ad esempio, non potrebbero entrare nemmeno i motocicli. Eppure sono tanti gli scooter che transitano e non sembrano rispettare il limite dei 30 km/h, previsto dall’ordinanza stessa». A poche settimane dalla fiducia al nuovo governo, Fiab si è dunque rivolta direttamente a due ministeri chiave del governo Draghi – il Ministero della Transizione Ecologica e il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili – chiedendo lo stop ale multe nel porto di Genova.

Genova, ordinanza anacronistica

«Il provvedimento adottato dal Comandante del Porto rientra ovviamente nelle sue legittime facoltà ma ci sembra alquanto anacronistico – ha precisato Solari – oltre che in contrasto con i princìpi generali di tutta la normativa nazionale ed internazionale sottoscritta dal nostro Paese in materia di sostenibilità ambientale». Da oltre un anno, i cambiamenti dovuti alla pandemia hanno rivoluzionato l’approccio alla mobilità urbana.

Con i mezzi pubblici a ingressi contingentati, la bicicletta rappresenta l’unica alternativa alle automobili, che in molte realtà sono aumentate. Nel 2019 l’Italia era in cima alla non prestigiosa classifica Ue dei morti per smog. Di recente Fiab e molte altre associazioni bike friendly hanno scritto una lettera al neo premier Mario Draghi. Un documento nel quale si sottolinea che «non ci sarà transizione ecologica se la bicicletta non diventa il mezzo più usato nelle nostre città».