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Coppi a teatro. L’uomo con la schiena piegata sul manubrio.

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Coppi a teatro
Barovero, Maccagno e Favetto sul palco - Foto © Andrea Macchia

Fausto Coppi, l’affollata solitudine del Campione è una interessante produzione teatrale dedicata al Campionissimo di Castellana. Porta Coppi a teatro in una delle innumerevoli manifestazioni di stima e affetto pensate, scritte, illustrate per celebrare i 100 anni dalla nascita.

Figlio di contadini piemontesi che invece di piegare la schiena nei campi ha scelto il manubrio. Tenace, caparbio, silenzioso, schivo, solo. Simbolo della fatica, del sudore, del sacrificio. Nessuno meglio di Coppi ha rappresentato il territorio nel quale tornava dopo ogni gara, “quell’orizzonte di pianura e colline – terra di grandi silenzi – dal quale è partito alla conquista del mondo”.

È questo, l’uomo prima che il campione, il Coppi a teatro del ritratto appassionato che ne fanno Gian Luca Favetto insieme a Fabio Barovero, elegante compositore e musicista, sul palco con Michele Maccagno.

Parole e musica

Si alternano pagine letterarie (da Buzzati, Pratolini a Malaparte) a testimonianze giornalistiche e racconti di chi ne ha seguito le imprese. Uno spettacolo forte e delicato al contempo, che porta Coppi a teatro con un originale gioco di rimandi tra parole e musica, e che disegna uno spazio speciale: un palese omaggio alla bicicletta, all’etica alla quale un manubrio può educare, cadute e trionfi in un’epoca in cui l’Italia si rispecchiava nel ciclismo, sport popolare per eccellenza.

Coppi a teatro ha debuttato a Matera per procedere in un Giro d’Italia dalle molte repliche: nei prossimi giorni Fausto Coppi, l’affollata solitudine del campione sarà in scena il 13 dicembre a Ivrea al Teatro Giacosa. La produzione teatrale dedicata al Campionissimo è realizzata dal Teatro Stabile e dal Circolo dei Lettori di Torino.