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Se la pandemia ti fa migliore: 7 metropoli bike friendly da Parigi a Bogotà

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ciclabile Milano
Milano, sulla nuova ciclabile di corso Buenos Aires - foto © Gionata Galloni / Archivio BC

La pandemia ci ha reso migliori? Abbiamo sentito molte volte questa domanda, condita in varie salse. Non è questo lo spazio per questa discussione. Qui però possiamo dire quali città hanno affrontato la crisi uscendone migliori, migliorate: ovviamente dal punto di vista ciclabile. Ci sono metropoli, in tutto il mondo, che hanno superato la pandemia puntando sulla mobilità dolce e ora si ritrovano più bike friendly di prima, trasformando (per esempio) le cosiddette ciclabili di emergenza in percorsi strutturali. Ecco 7 metropoli bike friendly, in ordine rigorosamente alfabetico, per una ricognizione che spazia da Milano a San Paolo.

L’esempio di Bogotà

BOGOTA’ – Piste ciclabili anti contagio: a Bogotà, capitale della Colombia, i percorsi “di emergenza” disegnati con grande rapidità durante la pandemia misurano la bellezza di 76 km. Immagini che hanno fatto il giro del mondo. Una misura pensata per ridurre l’affollamento sui mezzi pubblici. Nonostante sia una delle città più congestionate al mondo, con un traffico infernale, Bogotà possedeva già oltre 550 km di percorsi per le biciclette. E ora anche una buona fetta di quelli provvisori potrebbe diventare permanente.

BRUXELLES – Per agevolare l’uso delle biciclette, il sindaco di Bruxelles sta portando la maggior parte delle strade del centro della Capitale a limiti di velocità di 20 km/h. “Priorità a pedoni e ciclisti”, ha detto il primo cittadino, spiegando che questa è una delle ricette per sconfiggere il coronavirus. Oltre alla creazione di una “area 20”, sono stati create nuove piste ciclabili. E’ anche stato approvato un progetto che prevede di riservare alle due ruote una corsia dell’autostrada E40. Protetta da massi di cemento, agevolerà i pendolari nel bike to work verso la metropoli.

MILANO – Il capoluogo meneghino è il simbolo di questo rinnovamento ciclabile. Una città già in trasformazione, si ritrova nella fase post covid con nuovi percorsi riservati per le due ruote (oltre che a una discussione aperta su futuro della sua mobilità interna). L’immagine di questa piccola grande rivoluzione è senza dubbio la ciclabile che, tra prevedibili resistenze e opposizioni, è stata disegnata lungo Corso Venezia e viale Monza e che arriverà a collegare il centro di Milano con quello di Sesto San Giovanni.

Il modello Parigi

PARIGI – Tra le trasformazioni accelerate dal coronavirus c’è sicuramente quella di Parigi, città sempre più a misura di ciclista. Il sindaco Anne Hidalgo ha avviato un processo di riqualificazione e rinnovamento che ora non si può più fermare. Una metropoli bike friendly che i suoi concittadini hanno apprezzato, riempiendo le ciclabili (e riconfermando Hidalgo alla carica di sindaco). Il simbolo di questo cambiamento è senza dubbio Rue de Rivoli, strada iconica della capitale francese (collega piazza della Bastiglia e piazza della Concordia) divenuta quasi completamente ciclabile.

SAN PAOLO – La pandemia ha aumentato la voglia di pedalare anche nei cittadini di San Paolo, la metropoli più grande non solo del Brasile ma di tutto il continente Sudamericano. La Prefettura ha annunciato la creazione di nuovi percorsi e quelli già esistenti sono stati in parte rinnovati. Il “Plano Cicloviario” della città prevede ben 173 km di nuove ciclabili entro la fine dell’anno, mentre altri 310 km saranno oggetto di lavori di riqualificazione e manutenzione.

TEL AVIV – Tel Aviv? Sì, avete letto bene. Stiamo parlando della New York del Medio Oriente. In epoca di Covid-19 la municipalità di Tel Aviv-Yafo ha approvato un piano verso una metropoli bike friendly che prevede il raddoppio delle piste ciclabili che, entro il 2025, dovrebbero crescere fino a toccare la lunghezza di 300 km. Un progetto che prevede anche l’aggiunta di strade esclusivamente pedonali (11 arterie in tutto), al fine di rilanciare il turismo locale.

Lo scatto di Torino

TORINO – Forse non una metropoli nel vero senso della parola, ma sicuramente una città più ciclabile del passato. Torino aveva iniziato la sua rivoluzione in tempi non sospetti e questa transizione ha subito una accelerazione negli ultimi mesi. Nuovi percorsi ciclabili e anche nuovi servizi per chi si muove a pedali, come rastrelliere e stalli dedicati. A giugno 2020 il Governo ha stanziato quasi 10 milioni di euro per i progetti ciclabili di Torino: il bikeplan dell’amministrazione prevede la realizzazione di percorsi ciclabili per 95 km.