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Bruxelles, un “piccolo anello” ciclabile per cambiare la città

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Bruxelles

Pascal Smet è il segretario di Stato per l’urbanistica di Bruxelles. L’incarico lo impegna in prima fila nella riconversione bike friendly della capitale belga. Sul suo sito ha pubblicato il progetto dei cosiddetti small ring cycle paths. Si tratta di ciclabili che valorizzeranno lo spazio pubblico per tanti anni regalato alle automobili. Il ring in questione è stato per anni quasi vissuto come una tangenziale in città, un anello a scorrimento rapido attorno al centro storico cittadino di Bruxelles.

I cantieri sono partiti dopo quattro anni di progettazione e studi, ha spiegato Pascal Smet. La nuova priorità della città è dare più spazio a ciclisti e pedoni, protagonisti di quella mobilità attiva che cambierà in meglio la qualità della vita. «Questo progetto – ha scritto l’amministratore – è la fine definitiva di una pianificazione urbanistica incentrata sull’automobile e l’inizio di una nuova Bruxelles. Una Bruxelles per le persone!». 

La rivoluzione urbanistica di Bruxelles – così viene definita – comporta la restrizione dello spazio della carreggiata per le automobili e nuovi corridoi ciclabili, protetti da lunghe file di alberi. Pedoni e biciclette avranno percorsi separati, senza risparmiare sui metri visto che il nuovo corso cittadino vuole anzitutto disincentivare l’utilizzo dell’automobile.

Come Bruxelles anche San Francisco ha di recente convertito una delle proprie arterie cittadine in una strada bike friendly. Anzi, car free. Market Street è infatti terreno ormai proibito per le automobili nella città californiana. Nel mondo sono diversi gli esempi virtuosi di città e interi quartieri che hanno messo in primo piano la mobilità ciclistica e il trasporto pubblico. Un cambio di mentalità che si legge anche in misure draconiane contro chi ostacola questi sviluppi: in Belgio è stata da poco pronunciata una sentenza che condanna un ladro di biciclette (recidivo) a tre anni di carcere.