Home mobilità città Napoli, apre la Casa del rider. Tutela legale e assistenza per i...

Napoli, apre la Casa del rider. Tutela legale e assistenza per i ciclofattorini

506
Casa del rider
La Casa del Rider a Napoli si trova nella Galleria Principe

Come già in altre città d’Italia, anche Napoli inaugura uno spazio dedicato ai rider che, ogni giorno, consegnano cibo in bicicletta. Un luogo di ritrovo, dove confrontarsi con i colleghi e discutere di diritti e tutele. Nonostante il mondo del delivery si stia in parte impegnando a inquadrare i ciclofattorini – Just Eat vuole assumerne 3mila entro fine anno – spazi come la Casa del rider di Napoli puntano a tenere alta l’attenzione sulla categoria. Voluto dall’associazione ”Napoli Pedala”, Inail Campania e NIdiL Cgil Napoli, il progetto ha ricevuto anche il patrocinio del Comune.

Come ha spiegato in un’intervista Luca Simeone, presidente di “Napoli Pedala”, Casa del rider sarà un luogo che «offrirà anzitutto tutela legale e assistenza». L’iniziativa trova il suo punto di appoggio nella Bicycle House che ha aperto nel 2016 le porte nella Galleria Principe. La Casa del rider servirà anche da pit stop per la ricarica delle batterie delle ebike e da spogliatoio per i corrieri in bicicletta. A oltre un anno dallo scoppio della pandemia, la consegna a domicilio è stata decisiva per numerose attività commerciali che hanno così potuto continuare a fatturare. Dopo anni di dibattito su uno dei lavori più rappresentativi della cosiddetta gig economy, il contributo dei rider si è palesato a tutti.

A Torino, nel 2019, la Cgil aveva aperto una ciclofficina per rider dove offrire ai ciclofattorini un luogo per informarsi di più sui diritti e sulle tutele di chi consegna cibo in bicicletta. Si tratta di un mondo che, come fotografato da un’indagine dell’Università degli Studi di Milano, è popolato soprattutto da lavoratori stranieri che non conoscono bene la lingua e non hanno neppure ricevuto sufficiente formazione sulle norme del Codice della Strada. «Casa del rider non risolverà certo tutti i loro problemi – ha detto Andrea Borghesi, segretario generale NIdiL Cgil nazionale – ma è il segnale che qualcosa si muove».