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Ragazza indiana percorre in bici 1200 km per trasportare il padre malato

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Jyoti Kumari sulla bici con cui ha riportato a casa il padre che non poteva più camminare e lavorare.

Si chiama Jyoti Kumari la ragazza indiana di 15 anni che ha percorso quasi tutta l’India per riportare a casa il padre vittima di un incidente.

A dare la notizia è stato il portale Asianews, che fornisce poi anche altri particolari sulla singolare vicenda.

Secondo l’agenzia di notizie asiatica, il padre di Jyoti, Mohan, è un guidatore di risciò che ha avuto un incidente lo scorso gennaio. Da quel momento e a causa del lockdown deciso dal governo indiano, l’uomo non è stato più in grado di lavorare. È per questo motivo che Jyoti lo ha raggiunto per prendersi cura di lui. Non avendo di che vivere, la giovane ha deciso di ritornare a casa con il padre.

Per Jyoti Kumari tappe da 100 km al giorno

Ma la casa di Jyoti e Mohan si trova nei pressi del villaggio di Darbhanga (Bihar), a circa 1200 chiilometri dal luogo in cui Mohan si è recato per lavorare, la città di Gurugram, vicino New Delhi. A questo punto la 15enne è montata in sella pedalando per 1200 chilometri, percorrendo circa 100 km al giorno, con il genitore seduto sul sedile posteriore. Solo per un breve tratto un camionista ha dato loro un passaggio.

Una storia a lieto fine, visto che padre e figlia hanno raggiunto il  villaggio il 17 maggio, dopo un viaggio di circa 10 giorni.

La Federazione indiana di ciclismo, complimentandosi, ha offerto a Jyoti la possibilità di partecipare alle selezioni per il team nazionale. “Ha coperto la distanza in sette giorni con il padre e il bagaglio. Penso che ci sia qualcosa in lei… questo livello di resistenza”, ha detto il presidente Onkar Singh all’Afp. Cha ha poi assicurato che la Federazione provvederà a spesare anche gli studi che la stessa Jyoti ha fermamente dichiarato di voler continuare.

India, a che punto siamo con i contagi?

In India il lockdown deciso dal governo Modi per limitare i contagi è entrato in vigore lo scorso 25 marzo, ed è confermato fino al  31 maggio, mentre nelle regioni meno critiche è prevista una ripartenza di una parte dei voli interni a partire dal 25 maggio. Nel Paese, secondo i dati del ministro della Sanità, sono circa 139mila i positivi al coronavirus, mentre si contano ormai oltre quattromila morti.

Inoltre, c’è la questione economica: il secondo Paese più popoloso al mondo dopo la Cina ha conosciuto negli ultimi 15 anni un boom economico senza precedenti. Ma l’insorgere della crisi del covid-19 ha cambiato le cose, e le stime governative prevedono un calo del pil di almeno l’8-10%. Inoltre, il 3 maggio, il tasso di disoccupazione in India è salito alla cifra record del 27,1 per cento. Mentre buona parte della stampa indiana, e un ex sottosegretario alla salute, Sujatha Rao, ha messo in dubbio i dati sui contagi e sulle morti diffusi dall’esecutivo. “A meno di non aumentare esponenzialmente i test non conosceremo mai le reali dimensioni del problema, e non potremo comprendere se le misure sono adeguate o insufficienti”, aggiungeva Rao.